|

Contatti

328.13.89.192 349.45.52.482
Casa Vacanze nel Val di Noto


Siciliavacanza
|
| Chi
siamo
|
Dove
Siamo |
Il
Mare | Offriamo
| Divertimenti |
Regole
|
Dicono di Noi |
Articoli su Noi
|
Contatti |
L
Riserva del
Plemmirio
Geografia
e Geomorfologia
La fascia costiera tra Punta Castelluccio e
Capo Murro di Porco ricade nella parte Est della tavoletta
dell’I.G.M. denominata “Siracusa”, foglio
274 quadrante II SO.
Questo tratto di costa costituisce la parte orientale della Penisola
Maddalena poco a sud della città si Siracusa. La “Penisola
Maddalena” è il risultato dell’attività tettonica dell’area a causa
della quale si è isolato e sollevato un blocco che ha un andamento
NW-SE. Questo elemento tettonico è riconosciuto in letteratura come
“horst”. Si è formato così un piccolo altopiano che dalla quota
massima di 54 m s.l.m. degrada verso mare sia ad oriente che ad
occidente ora in maniera blanda attraverso dei terrazzi marini di
età Plio-Pleistocenica, ora attraverso scarpate marine della stessa
età dovute a fenomeni eustatici o di bradisismo del mare.
Questo tipo di situazione si ripropone anche nell’aspetto della
costa che si alterna tra bassa, dove con piccole linee di spiaggia,
o alta e frastagliata. In quest’ultimo tipo di costa si sono
sviluppate una serie di importantissime grotte, dovute all’abrasione
marina, all’interno delle quali si trovano caratteristici
microambienti.
Dove
la costa presenta terreni di natura calcarenitica più recenti
(P.ta della Mola, P.ta Tavola), questa ha subito trasformazioni
di natura antropica, infatti sono presenti alcune cave di pietra
che attraverso il trasporto in barca dei materiali da
costruzione rifornivano la città via mare.
Oltre le grotte dovute all’abrasione marina altri elementi
morfologici si sviluppano nelle spianate d’abrasione bagnate
dagli spruzzi marini: sono le cosiddette vaschette di abrasione.
Altri interventi di natura antropica presenti lungo la costa
sono cavità di forma cilindrica tra Punta Castelluccio e Punta
della Mola, interpretati da alcuni come tombe da altri come
Syloi (Fiore) costruiti per contenere grano e simili derrate.
Dove la
costa presenta terreni di natura calcarenitica più recenti (P.ta
della Mola, P.ta Tavola), questa ha subito trasformazioni di
natura antropica, infatti sono presenti alcune cave di pietra
che attraverso il trasporto in barca dei materiali da
costruzione rifornivano la città via mare.
Oltre le grotte dovute all’abrasione marina altri elementi
morfologici si sviluppano nelle spianate d’abrasione bagnate
dagli spruzzi marini: sono le cosiddette vaschette di abrasione.
Altri interventi di natura antropica presenti lungo la costa
sono cavità di forma cilindrica tra Punta Castelluccio e Punta
della Mola, interpretati da alcuni come tombe da altri come
Syloi (Fiore) costruiti per contenere grano e simili derrate.La
parte di costa su cui ricade il nostro interesse costituisce il
proseguimento a terra di un elemento tettonico di primaria
importanza per la geologia dell’intera area e cioè la scarpata
ibleo-maltese. Si deve proprio a quest’ultima lo sprofondamento
del fondale marino da 0 a centinaia di metri in un breve tratto
di mare antistante la costa. Inoltre l’intensa attività
tettonica ha prodotto notevoli fenditure particolarmente in
prossimità di Murro di Porco dove l’infrangersi delle onde per
effetto idropneumatico determina a terra spettacolari spruzzi
d’acqua simili ai “geygers”.
Tutta l’area è interessata da terreni di natura prevalentemente
calcarea, nella parte più alta della Penisola e sulla costa
orientale prevalgono calcareniti bianco-crema piuttosto compatte
alternate a marne calcaree, nella parte più bassa le calcareniti
pleistoceniche ricche di tanatocenosi a Pectinidi e Brachiopodi.
All’interno della prima formazione rocciosa si sviluppano
numerosi percorsi sotterranei, non ancora datati, che con molta
probabilità costituivano cave di pietra da costruzione
importanti quanto quelle a mare. Invece a fenomeni carsici,
quindi alla circolazione delle acque sotterranee, è dovuta la
formazione della Grotta Pellegrina, all’interno della quale è
possibile osservare costruzioni di stalattiti e stalagmiti.

Archeologia e Paesaggio Umano
La costa orientale della penisola
Maddalena più conosciuta ai Siracusani con il nome di “Isola”, è
da sempre interessata, data la vicinanza con la città di
Siracusa, ad interventi umani determinati da diverse motivazioni
che dimostrano intimo rapporto tra questo lembo di costa
siracusana e la pentapoli greca. Basti pensare che in solo sei
chilometri di costa (considerando solo l’area sottoposta a
vincolo) si concentrano testimonianze umane dalla preistoria
sino ai giorni nostri.
La “Grotta Pellegrina” e stata sede di lunghi studi che hanno
permesso di identificare la stessa come luogo di rifugio
dell’uomo preistorico. A punta della Mola esiste una necropoli
dell’età del bronzo con tracce del villaggio annesso. Lungo la
costa esistono ben sei latomie (cave estrattive di età greca) a
testimonianza ulteriore che in quest’area sorgeva l’antico
quartiere sub-urbano del Plemmyriom oggi scomparso. A Punta
della Mola e Capo Murro di Porco esistono anche estesi complessi
di tunnel sotterranei usati come contraerea nella seconda guerra
mondiale. Nella zona della Grotta Pellegrina si trovano due
interessanti cisterne per l’acqua piovana probabilmente
risalenti al secolo XIX, testimonianza di antiche colture.
A far da cornice a tutto questo ci sono chilometri di antichi
muretti a secco della migliore tradizione iblea. Poco fuori
l’area vincolata segnaliamo alcune meravigliose masserie e ville
residenziali in completo stato di abbandono, come la villa del
Barone Beneventano del Bosco.
Flora e
Fauna
La flora di questa zona è quella delle aree rocciose a clima
subtropicale arido con essenze tipiche del bacino del
Mediterraneo. Prevale la vegetazione alofilo-rupestre e la
gariga a palma nana (specie protetta), che qui è rappresentata
con il palmeto più esteso della provincia (quasi un chilometro
quadrato). Solo nelle zone meno esposte a sud, e dunque più
umide, è possibile imbattersi in residui lembi di macchia a
lentisco e mirto.
Nella zona di Punta della Mola si riscontrano altre essenze
interessanti come il tabacco siciliano e molte specie di piante
grasse alloctone, come l’agave. Il fico d’India (alloctono) è
ampiamente diffuso lungo tutta la costa. Per completare il
quadro della flora si riprende lo studio fatto dall’Università
di Catania e riportato nella Gazzetta Ufficiale della R.S. del
20 febbraio 1993.
In prossimità del mare esistono associazioni di specie quali il
Crithmum maritimum, Limonium, Lotus cytisoides, propri di
ambienti costieri rupestri, mentre verso l’interno esiste una
maggiore frequenza di Anthemis, e Plantago. Si riscontrano
inoltre le presenze di Calicotome, Asparagus, e quelle specie
arbustive come il Sarcopoterium spinosum (spinaporci) e il
Thymus capitatus (timo), che costituiscono per estensione e la
singolarità dell’aspetto la nota più eloquente del paesaggio.
Tra l’altro lo spinaporci è presente esclusivamente nella
provincia di Siracusa e in piccole aree della Sardegna e della
Puglia.
Nelle
vicinanze di Capo Murro di Porco sopra la falesia, per via
dell’accumulo di acque piovane si producono ristagni per la
maggior parte del periodo invernale caratterizzati
dall’interessante presenza di vegetazione alo-igrofila.
La Penisola della Maddalena ha importanza nazionale come punto
di osservazione dei passeriformi migratori e degli uccelli
marini. Altre specie animali sono: la lucertola siciliana, il
coniglio, il Discoglosso dipinto (ormai rarissimo per
l’abbandono delle “gebbie”), il biacco, la testuggine,
l’istrice, la volpe e la donnola.
Il Mare
Nonostante la vicinanza con Siracusa il
mare della Penisola Maddalena offre ancora all’appassionato e
allo studioso numerose sorprese biologiche e fondali stupendi.
Da capo Castelluccio a Punta Tavernara, il fondale si mantiene
basso ed uniforme per diverse centinaia di metri, poi scende
improvvisamente a quote più elevate. Da Punta Tavernara a Capo
Murro di Porco, invece, già sottocosta si incontrano fondali di
oltre 30-40 metri.
Dove esiste il cambio improvviso di pendenza, ci sono molte
grotte sommerse ricche di vita bentonica e nectonica con coralli
solitari, spugne, briozoi, cicale di mare, nudibranchi e
moltissime specie di pesci. Nei fondali più bassi è possibile
incontrare vaste praterie di Posidonia con gigantesch i
esemplari di Pinna nobilis, la conchiglia più grande del
Mediterraneo. Ancora più su dominano, soprattutto vicino la
costa, i coralli coloniali come l’Astroides calycularis dal
colore rosso intenso che ci ricordano come il
nostro Ionio sia un mare con spiccate caratteristiche tropicali.
Lungo la battigia è facile imbattersi in interessantissime
biocostruzioni (Trottoir) simili a barriere coralline in
miniatura. Le ultime cernie sopravvissute all’intensa caccia
hanno ormai abbandonato i bassi fondali e si sono rifugiate a
profondità più elevate.
Capo Murro di Porco per le sue Caratteristiche geografiche e per
la particolarità dei suoi fondali è un luogo eccezionale per
l’osservazione dei grandi pesci pelagici come tonni, ricciole,
squali e dei mammiferi marini come delfini, balene e capodogli.
A tal proposito ricordiamo che nel giugno del 2004 sono stati
avvistati in quest’area sei esemplari di balenottera comune e
Megattere. La fascia bentonica, antistante la
summenzionata area marina, risulta ricca di numerosissime
biodiversità esistenti nel mediterraneo, grazie a non
indifferenti fattori naturali di varia origine, come la natura
geomorfologica dei fondali che hanno favorito l’insediamento di
numerosi molluschi bivalvi, indispensabili nella catena
alimentare sottomarina, oltre all’apporto nutrizionale biologico
derivante dalla confluenza di alcuni fiumi e torrenti che
riversano le loro ricche acque nell’area in questione. Tutto ciò
ha permesso lo sviluppo di numerosissime specie di fauna
mediterranea quali: Sparidi, Labridi, Serranidi, Blennidi ecc.
Abbondano, inoltre, gli invertebrati quali: Acrani, Tunicati,
Echinodermi, Cefalopodi, Nudibranchi, Briozoi, oltre a diverse
specie di alghe e fanerogame marine, fra cui la Posidonia
Oceanica.
L’ubicazione geografica e la particolare morfologia della zona
costiera e dei suoi fondali marini, rendono unica, sotto altri e
numerosi aspetti, il Capo in questione; infatti, è possibile
riscontrare grotte emerse e sommerse, cavità, sifoni e, a
distanza di circa 300 metri dalla costa, il fondale degrada
velocemente in profondità.
Ma la varietà e la ricchezza della fauna marina di Capo Murro di
Porco, non è l’unica ragione per cui si intende chiedere la
fruizione regolamentata; è noto, infatti, che i fondali
dell’area marina interessata sono ricchissimi di importanti e
numerosi reperti archeologici di varie epoche e civiltà. Si
evince, dalla storia, che Siracusa era un’importante meta di
scambi commerciali del mediterraneo, il suo porto era tappa
d’obbligo, nelle rotte navali delle antichità e, di conseguenza,
i naufragi erano numerosi. In quest’area sono stati recuperati,
nel corso degli anni, numerosi reperti custoditi nel museo Paolo
Orsi di Siracusa.
Fonte
www.plemmirio.it
|
Sicilia Vacanza
rappresenta oggi
il sito di riferimento per le ville e le case vacanze in
Sicilia nella località balneare e turistica del Val di
Noto
Le case vacanze al mare
nel Val di Noto sono selezionate accuratamente e
proposte con foto e descrizione dettagliata. Tutte le
strutture sono inserite solo se rispecchiano essenziali
requisiti dopo una visione del nostro staff.
I Proprietari Associati
hanno firmato un contratto che li vincola a non modificare
la struttura ed al rispetto delle norme statuari.
Tante le soluzioni proposte: ville, ville con piscina,
villette singole, villette in residence, case in
campagna, case rurali, appartamenti, monolocali,
bilocali, mansarde: il modo ideale per trascorrere le
vostre vacanze in Sicilia.
La case proposte si
estendono sulla costa sud orientale della Sicilia sulle
già note località balneari di: Avola, Lido di Noto,
Noto, Fontane Bianche, Vendicari, San
Lorenzo, Marzamemi, Pozzallo, famose
per le loro spiagge di sabbia bianca o color oro e le
loro incontaminate scogliere balneabili. |
|
 |